Accesso utente



  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Wide screen resolution
Quando nasce una scrittrice
Stampa E-mail

La nascita di un libro è sempre un’emozione. E’ il risultato di una gestazione più o meno lunga che prende forma e non si può che essere felici contemplando ciò che si è fatto.

Non è certo paragonabile alla nascita di un figlio, ma in qualche modo la sensazione che si prova richiama l’emozione del parto. Ora, quando nasce un bambino il difficile compito per una madre non è tanto partorirlo quanto farlo diventare adulto, farlo uscire, donarlo in qualche modo alla società; in altre parole tagliare il cordone ombelicale.

La stessa cosa è per i libri; partorirli è semplice, difficile è pubblicarli. Per me è arrivato il momento di tagliare il cordone ombelicale che mi tiene legata alle mie opere inedite. Mi auguro che qualcuno di voi, leggendo queste pagine che un po’ mi rappresentano, mi fornisca gli strumenti necessari per poterlo fare.

Non si tratta di sogni. Basta solo un metaforico paio di forbici.

 

 

"La vita, capite? Voi avete ancora la vita. E niente è più soave del canto della vita, della sua forza brutale e infinita. Non si può resistere. Ed è un miracolo. Intorno a voi regnano morte e distruzione, ma dentro di voi regnano pace e amore. E nel momento in cui vi accorgete di questo, si materializzano cose bellissime, mai viste prima e che mai vedrete più..."

(da "Il segreto di Rosalinda" )

Giovanni"... Va, o canzone
vola lontano portando il mio Amore
a colui che mi ha fatto riavere la vita.
Giovanni è il suo nome
E il mio augurio per lui sia di gioia infinita"

(da "Grande Auriga" 08/10/2007)