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Curriculum Vitae Stampa E-mail
Giovedì 03 Settembre 2009 22:35

E' incredibile come può cambiare la vita. In meglio, si intende. Per me l'episodio spartiacque è stata la nascita di mio figlio. Un bimbo straordinariamente bello, che mi ha permesso di venire a contatto con la felicità. Quella vera. Non lo ringrazierò mai abbastanza per avermi scelto come madre e non basterà una vita per restituirgli il bene che mi ha fatto. 
Leggendo ora le parole del mio "curriculm" scritto qualche anno fa, non posso che provare pietà per quella che ero e non posso che congratularmi con me stessa per quello che invece sono diventata. Sono una donna appagata e felice, sono una creatura sana, piena di energia e di voglia di vivere. So che posso realizzare tutti i miei sogni e so che il mio sogno più grande è vedere crescere mio figlio. Tutto il resto, per me passa in secondo piano. 
Francamente ero indecisa se pubblicare o meno le righe sottostanti, proprio perchè sembrano appartenere ad un'altra persona, non a me. Ho deciso di renderle pubbliche perchè in qualche modo fanno parte della mia evoluzione e forse proprio attraverso la loro crudezza riescono indirettamente a  testimoniare la mia rinascita.
Ora come ora non potrei scrivere una sola riga con questo registro, fatto di frustrazione, rabbia e autocommiserazione. Ma per arrivare a ciò che sono oggi ho dovuto attraversare varie fasi e quella che testimoniano queste righe è forse la più sentita. 
Che dire, così è la vita o forse, più pomposamente, dovrei scrivere "πάντα ῥεῖ". 

Grazie Giovanni, poichè attraverso te, ho ritrovato quella sublime, meravigliosa, sconvolgente lettera T! 

Cercasi lettera T disperatamente

In medio stat Virtus. Lo dicevano i Romani. Beh, se è davvero così io posso chiamarmi Virtus. Alessandra Orsolato Virtus. Questo è il mio nome completo!
Perché vi assicuro che non c’è niente nella mia vita che non sia medio, e perciò Virtus.
Statura? Media
Corporatura? Media
Capelli? Mediamente lunghi
Occhi? Mediamente marroni
Bocca? Mediamente carnosa
Naso? Mediamente all’insù
Volete che continui? Si? D’accordo:
Professione? Mediamente schifosa
Amici? Mediamente presenti

Sport? Mediamente faticosi
E non ho ancora finito:
Guardo la tv? Nella media
Leggo libri? Nella media
Vado al cinema? Nella media
Faccio sesso? Nella media
Adesso però mi fermo altrimenti rischiate di leggere un curriculum per un tempo superiore alla media, e questo non va bene… non è virtuoso! 
Come dite? Non volete che mi fermi? Ah, ma allora siete dei perversi! D’accordo. Procediamo. Io virtuosa da una parte e voi perversi o pervertiti dall’altra. Badate però: al termine della lettura potreste ritrovarvi mediamente delusi. Anzi facciamo così: il mio compito sarà proprio quello di lasciarvi mediamente delusi. Se per caso rimaneste delusi al di sopra della media mi raccomando: fatemelo sapere perché sarebbe l’unica occasione della mia vita in cui Alessandra Orsolato Virtus sia stata Alessandra Orsolato e basta. Un vero record!
Ebbene: sono nata più di trent’anni fa, anzi sono proprio nel bel mezzo del cammin come diceva il tale (si, avete ragione, citare un grandissimo come Dante in un curriculum mediamente vomitevole di una donna mediamente invasata è come bestemmiare in chiesa; però faceva fico e quindi ho deciso di metterlo lo stesso. Sono sicura che Dante mi perdonerà; spero lo facciate anche voi), dicevo che sono nata in un paesino mediamente piccolo in cui tutte le mille anime medie si conoscevano a menadito (o a media dito dovrei dire, ma questo è un po’ troppo via); nella mia infanzia media non vi è nulla da ricordare e nulla da dimenticare. L’adolescenza, quella sì che è stata al di sotto della media; diciamo che la melma che mi è venuta addosso era tanta e tale che ho rischiato di rasentare il sublime attraverso di essa. Per un pelo. Però la Virtus era sempre lì. In agguato. Pronta a riprendermi ogni qualvolta avessi abbandonato la media rotaia tracciata per la mia media vita. E quindi eccomi trasformata da adolescente terribilmente inquieta, disperata, posseduta dal demone del sublime e irradiata dalla potentissima e sconvolgente luce della Verità in una giovane donna mediamente soddisfatta, mediamente fidanzata, mediamente fedele, mediamente studiosa, mediamente allegra e mediamente scazzata. Quarantaquattro al liceo, Centodieci e lode all’università, due bocciature all’esame di guida, dieci lavori nauseabondi, nove licenziamenti, due convivenze finite nel cestino, due fughe all’estero per sfuggire ai due conviventi finiti nel cestino, sette traslochi in due anni, quattrocento sedute deludenti dal parrucchiere, due genitori, un cane, un fratello, un monolocale, due seccatori che a breve finiranno nel cestino, tre macchine sfasciate, un direttore che non ha ancora capito niente, un libro e un sogno. Questi i numeri della mia vita. 33,3 di media, cioè di Virtus. Provare per credere.       
Tre. Tre. Tre. Tre volte tre.
Tre numero perfetto.
Tre numero divino.
Tre numero ispirato.
Ma allora perché se i miei numeri sono degni dell’Olimpo io mi ritrovo così mediamente sfigata?
Dunque vediamo… come passo le mie giornate? Beh, al lavoro. Sì ma con chi le passo? Con i colleghi. Si ma cosa faccio? Lavoro. E la sera? Mangio. E poi? Guardo la tv. Sempre? No. A volte leggo. Si ma cosa leggo? Libri. E poi? E poi dormo. Sì ma dove dormo? Nel letto. Si ma dove sta il letto? In camera. E la camera? In casa. Ah, dunque ho una casa. Si. E allora? Già. E allora?
E allora vuoi vedere che ho perso la lettera T? Cosa? La lettera T? Sì. La lettera T! Si tratta della lettera T. L’ho perduta. E da allora, a farmi da guida non c’è più la Virtus ma solo un Virus. Si amici. Un virus. Un virus portatore della peggiore malattia che lo spirito umano conosca: la mediocrità. Poiché se la Virtus ti conduce alla normalità tu puoi rendere sublime anche il normale svolgersi di normali eventi in normali vite di normali individui; ma non puoi far nulla contro la mediocrità.            
Io non so perché il tribunale degli dei abbia decretato per me una punizione così dura: o meglio, lo so ma non ve lo dico perché preferisco tenermi le mie mediocri miserie per i miei mediocri momenti di mediocre solitudine. Quello che so è che non sarà per sempre, poiché finché avrò fiato nei miei mediocri polmoni, non cesserò mai di cercare, fino allo sfinimento, quella sublime, meravigliosa, sconvolgente e maledetta lettera T. 

 

Commenti  

 
0 #1 Michela 2011-09-08 07:15
Ciao, ho letto molto attentamente le righe scritte sopra e anche se di te so molto poco e viceversa... credo siamo alle fine molto simili... Capisco perfettamente tutto ciò che scrivi, lo sento più che lo capisco... Va bhe, preferisco non aggiungere altro al momento,ti abbraccio.
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"La vita, capite? Voi avete ancora la vita. E niente è più soave del canto della vita, della sua forza brutale e infinita. Non si può resistere. Ed è un miracolo. Intorno a voi regnano morte e distruzione, ma dentro di voi regnano pace e amore. E nel momento in cui vi accorgete di questo, si materializzano cose bellissime, mai viste prima e che mai vedrete più..."

(da "Il segreto di Rosalinda" )

Giovanni"... Va, o canzone
vola lontano portando il mio Amore
a colui che mi ha fatto riavere la vita.
Giovanni è il suo nome
E il mio augurio per lui sia di gioia infinita"

(da "Grande Auriga" 08/10/2007)