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In questa sezione raccolgo i miei romanzi e racconti che non hanno ancora visto la luce e che sono appunto...
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Genere: romanzo thriller
Ambientazione: Lombardia, periodo attuale
Personaggi principali:
- Marianna Manghi: “Che fosse un bravo avvocato era fuori discussione. La sua sensibilità e la sua intelligenza avevano sempre fatto centro e questo significava per lei stima da parte dei colleghi e fama tra le famiglie in difficoltà. Come era solita ricordare lei stessa con l’autoironia che la caratterizzava, chi si rivolgeva a lei poteva contare su ottanta chili di fiducia e di buona volontà”.
- Sarah, la segretaria di Marianna: “Era sicuramente una donna intelligente e perspicace, ma la sua poca esperienza nei confronti dei casi della vita la relegava sempre ad un ruolo secondario, una sorta di spettatrice che avrebbe voluto dominare la scena ma che immancabilmente se la vedeva portare via da qualcun altro”.
- Signora Carlotta Umberti: “Sembrava uno dei cavalieri dell’apocalisse venuti per seminare guerra e distruzione, nonostante la compostezza della sua figura che la faceva assomigliare più a una istitutrice di inizio novecento che a un angelo vendicatore. C’era in lei come una sorta di tensione perenne che pareva dovesse scoppiare da un momento all’altro. Aveva una tale quantità di energia da saper distruggere ogni cosa al suo passaggio, se l’avesse voluto”.
- Clemente Maderno: “Pareva una statua d’ebano, tanto era perfetto. Il suo portamento era addirittura regale e parlava un italiano impeccabile”.
- Don Attilio: “Il suo zelo era fuori del comune e la sua intransigenza non lasciava spazio né ai se né ai ma. Nei suoi pensieri c’era sempre stata la Chiesa. Era la sua sposa e per quarant’anni non l’aveva mai tradita”.
- Signora Dubois – Maderno: “Non si arrendeva mai, davanti a nulla. Quei lunghi capelli grigi raccolti indietro da una coda di cavallo che si muoveva ad ogni ondeggiare del capo e quegli occhi azzurrognoli che guardavano sempre oltre e parevano scrutare l’anima, davano l’idea di aver conosciuto gli aspetti più aspri della vita, e allo stesso tempo incutevano una grande e tenebrosa forza”.
Trama:
La signora Umberti incarica l’avvocatessa Marianna Manghi di indagare in merito all’omicidio del vecchio Tommaso Maderno avvenuto trent’anni prima e per il quale la sorella Jolanda è stata ingiustamente accusata. E’ morta in carcere all’età di trentacinque anni senza avere la possibilità di provare la propria innocenza. Marianna accetta l’incarico e si serve del diario della defunta per cercare di scoprire ciò che la polizia non è riuscita a suo tempo …
Finale:
Verrà a galla una verità sconcertante che l’avvocatessa riuscirà a gestire magistralmente. |
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Le avventure di Nuga, la tartaruga colorata |
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Chi è Nuga?
E’ una piccola tartaruga colorata. Deve il suo guscio tutto variopinto ad un piccolo incidente che le capitò durante una breve passeggiata nella foresta; si accorse che qualche cosa brillava tra le fronde di un grosso cespuglio, si avvicinò e vide che si trattava di una specie di contenitore pieno di un liquido colorato.
Non si meravigliò molto perché sapeva che, purtroppo, gli esseri umani quando vanno a fare i loro picnic nei boschi non sono sempre educati e lasciano in giro parecchie cose. Perciò pensò bene, lei che era una tartaruga molto intelligente e molto pulita, di salvaguardare la bellezza della foresta e di proteggere gli altri animali dalle sporcizie di certa gente. Si avvicinò ancora di più a quel piccolo oggetto e …. plaff! vi ci cadde dentro con tutto il guscio.
In un baleno venne coperta di vernice colorata, da capo a piedi. Lì per lì ebbe paura di non riuscire più a venire fuori da quel bussolotto, ma poi una volta che, annaspando, raggiunse il terreno, pensò che il problema principale fosse quello di ripulirsi. Andò al ruscello e si lavò con cura ma senza risultato. Pensò allora di chiedere aiuto a Gedeone, il Procione che si recava al ruscello ogni mattina per lavare le sue noci. Questi si offrì molto volentieri di lavare il guscio e le zampe di Nuga ma fu tutto inutile.
Nuga sarebbe rimasta variopinta per il resto dei suoi giorni (ed erano davvero tanti considerato che era una tartaruga!).
Dapprima Nuga si disperò. Pianse a lungo perché voleva di nuovo il suo guscio marrone e le sue zampe verdi ma poi si accorse che la disgrazia che l’aveva colpita poteva aiutare la foresta. Sì. Perché lei, così colorata, poteva essere una prova tangibile di come si possa danneggiare la natura quando non la si rispetti.
Decise allora che avrebbe girato in lungo e in largo la foresta e che, se avesse visto qualcuno sporcare il terreno o gettare rifiuti nei cespugli, lo avrebbe ammonito duramente e gli avrebbe fatto vedere quali danni possa fare agli animali della foresta un gesto simile. Nuga era sicura che se fosse riuscita a far cambiare idea anche ad uno solo dei tanti imbrattatori il suo sacrificio non sarebbe stato inutile.
E così, da quel giorno la tartarughina coraggiosa vaga nella foresta incontrando tanti animali e facendoci vivere tante belle avventure.
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