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Antica dea,
di pace e di amore portatrice perenne,
rigogliosa culla che accoglierci venne
al primo vagito che umana specie facea,
assolvi, o Regina, la nostra esistenza,
di bellezza tua a cancellare volta
ogni minima traccia; e da mete fasulle distolta
di illusioni piene e di verità senza.
Di rabbia feroce il tuo tremito porgi,
che nudi ci lascia, e attoniti e tristi pensando
ai crudi misfatti rivolti ai tuoi lidi.
Perdono noi oggi chiediamo, o Divina, forgi
la nostra origine antica amando
ciò che di buono resta e che sconcertata vidi.
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